giovedì 10 maggio 2018

Review: Non Buttiamoci giù - Nick Hornby

Ogni volta che faccio il cambio degli armadi, circa a metà dell'opera ovvero quando ho praticamente svuotato tutto sul letto, mi viene una mestizia tale che mi butterei giù dal piano più alto del palazzo dove vivo. Con la voglia di scappare abbandonando tutto lì e desiderosa di dormire sul divano pur di non risistemare tutto (sono un po' melodrammatica, lo ammetto), mi son presa una piccola pausa e ho iniziato a leggere un libro che avevo da un po' di tempo nel mio e-reader e mi sembrava potesse rispecchiare il mio mood, almeno nel titolo.



 Autore: Nick Hornby

Titolo: Non buttiamoci giù

Traduttore: M. Bocchiola

Titolo originale: A long way down

Casa Editrice: Guanda

Anno pubblicazione: 2005





Una doverosa premessa: da amante della musica ho adorato "Alta Fedeltà" sempre di questo autore, da amante di Hugh Grant ho adorato la trasposizione cinematografica di "About a boy" (sempre di Hornby, of course). Diciamo che partivo carica.
"Se posso spiegare perchè volevo buttarmi dal tetto di un palazzo? Certo che posso spiegare perchè volevo buttarmi dal tetto di un palazzo. Cavolo, non sono mica deficiente. Posso spiegarlo perchè non è un fatto inspiegabile: è stata una scelta logica, la conseguenza di un pensiero fatto e finito."
Questo l'incipit del romanzo. A parlare è uno dei quattro protagonisti, Martin, un uomo di mezza età che conduceva un programma televisivo, la cui vita è andata a rotoli perchè è andato a letto con una minorenne. Nessuno spoiler eh, non mi permetterei mai, almeno non intenzionalmente, è tutto scritto nero su bianco nelle prime pagine del libro. Insomma, miei cari Watson, come avete già capito, qui si parte col botto, un tema, mica semplice, il suicidio. Per evitare di trarvi in inganno dico che questo non è un romanzo moralista nè strappalacrime: il suicidio è l'evento scatenante (il termine è orribile, ma capitemi, su) da cui si parte per arrivare a riflettere sulle difficoltà della vita e sull'importante ruolo delle amicizie.
Quattro persone Martin, di cui ho già detto, Maureen, madre di un ragazzo disabile, Jess, ragazza con un linguaggio molto colorito, ribelle e con un passato non risolto e JJ, americano, l'uomo ex: ex fidanzato e ex membro di un gruppo musicale, si incontrano il 31 dicembre sul tetto di un palazzo perchè hanno lo stesso programma: mettere fine alle loro vite.
Il punto è che arrivare a una conclusione così drastica, essersi organizzati per farlo come si deve, in un giorno che ha pure un significato (la fine dell'anno) e ritrovarsi in coda è un po' come quando pianificate di fare la partenza intelligente il 15 di agosto e uscite di casa alle prime luci dell'alba pensando che troverete quattro gatti e invece, in tangenziale, a ottocento metri da casa, siete già in fila, fermi.
Visto che il momento di fare il grande salto è passato perchè, concedetemi il termine, la magia si è rotta, Martin, Maureen e JJ decidono di aiutare Jess a trovare l'ex fidanzato e, così facendo si trovano non solo a formare un gruppo di persone alla deriva (della serie mal comune mezzo gaudio) ma anche, volenti o nolenti, a riflettere sul loro passato e a barcamenarsi con il presente.

Perchè consigliare questo libro: perchè ci invita a riflettere su come affrontiamo quello che è andato storto nella nostra vita. Credo che Hornby abbia modellato le storie dei quattro protagonisti descrivendo delle problematiche su cui è davvero difficile non riconoscersi, almeno in parte:
  • un errore che causa il fallimento della vita lavorativa e la perdita della reputazione (Martin);
  • il senso di claustrofobia causato dal prendersi cura di un'altra persona finendo con l'annullarsi (Maureen);
  • un problema familiare non superato che si mischia  drammi adolescenziali (Jess);
  • il confronto con l'insuccesso sentimentale e professionale (JJ).
Insomma, ne abbiamo per tutti i gusti.
I punti di vista alternati dei protagonisti che raccontano le vicende rivolgendosi direttamente al lettore, poi, contribuiscono a portarci dentro la storia.
Altro punto a favore del libro è quello di raccontare come possa nascere un'amicizia tra persone profondamente diverse tra loro, sia per età che per vissuto, dalla condivisione di un momento importante e dal desiderio di salvare per essere salvati.
Fin qui tutto bene, no? In realtà un piccolo neo c'è, ma forse ha più a che fare con me che con il libro. Avevo delle alte aspettative: pensavo che avrei trovato più sarcasmo e più riferimenti musicali. Pare strano, lo so, visto il tema trattato, ma Hornby mi aveva abituato bene con i suoi libri precedenti per cui sono rimasta un po' delusa. Non è che mi aspettassi un libro divertente, capiamoci, ma più contrasto fra una scrittura ironica e un tema estremamente serio, lo avrei apprezzato.  Lo so che questa non è altro che un'opinione personale (perdoname por me opinione loca) ma infondo qui siamo sull'opinione non richiesta!

Suonino le trombe e rullino i tamburi:


Un bel libro, merita di essere letto (magari come primo libro di Hornby così poi andate migliorando!)

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